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mercoledì 17 gennaio 2018

La preghiera

L'uomo è spesso allenato nelle cose che fa e rischia di vivere alla superficie di se stesso.
La preghiera è uno spazio in cui l'uomo può raccogliersi dopo avere camminato in mezzo ai rovi a cui ha lasciato attaccato brandelli di anima.
Ci sono giornate in cui faccio tante cose, le cose mi occupano, io non so dare un nome alle cose, non sono signore delle cose e al termine ritrovo il vuoto.
La preghiera è il momento in cui ci raccogliamo di fronte a noi stessi e ritroviamo la parte più vera, più profonda di noi.
E' così raro parlare con qualcuno di ciò che si ha nel profondo: lì nascono le grandi amicizie. Il raccoglimento ci porta a un'attenzione a noi stessi, a uno stupore di fronte al miracolo che siamo (il “conosci te stesso” di Socrate).
Occorre distinguere nella giornata tra le cose URGENTI e le cose ESSENZIALI. Possiamo vivere tutta una vita correndo dietro alle cose urgenti e tralasciando sempre quelle essenziali.
Le cose essenziali non gridano mai, non si impongono, gli idoli urlano.
Occorre quindi molta attenzione per cogliere le cose importanti.
Talvolta è il nulla ad essere urgente. Occorre spendere alcuni giorni per dire: PENSIAMO.
Anche gli errori, se portati dentro, fermentano e diventano positivi.

Don Michele Do, giugno 1989


Queste parole appaiono ricchissime per intensità religiosa e profondità psicologica. Si offrono nella loro limpidezza spirituale per una riflessione rivolta sia ai cristiani che ai fedeli di altre religioni, ma anche ai non credenti.   

1 commento:

  1. Chi volesse approfondire il profilo di Don Michele Do, puo' guardare qui.

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