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venerdì 10 febbraio 2017

Ricordi di Dio

J. Polkinghorne, professore di fisica matematica e teologo anglicano, è uno studioso dei rapporti fra religione e scienza. Nel suo libro "Credere in Dio nell'età della scienza" (1998) afferma che nella vita dopo la morte saremo tutti ricordi di Dio. Tale sua osservazione non viene sviluppata ulteriormente per cui rimane una metafora su cui si possono fare alcune riflessioni in ambito psicologico.
Il ricordo è un atto di pensiero, quindi, immateriale. Tuttavia, ricordare significa rievocare episodi della propria vita in quanto persone fisiche.
In questo senso il ricordo può fornire una metafora riguardo alla vita nell'Aldilà e della risurrezione.
Nella teologia cristiana in generale ed in quella cattolica in particolare, si trova la concezione della doppia risurrezione: quella dell'anima subito dopo la morte e quella del corpo alla fine dei giorni.
Nella discussione a proposito della risurrezione (Matteo 22, 23-33; Marco 12, 18-27; Luca 20, 27-40) Gesù afferma che quelli che risorgeranno saranno "come gli angeli del cielo" (Matteo e Marco) e "uguali agli angeli" (Luca).
Angelo deriva dal greco e significa messaggero il quale si identifica sostanzialmente con il messaggio portato. Nel caso della Bibbia questo è la Parola di Dio, immateriale in quanto esprime un pensiero, ma fisica dal momento che viene pronunciata ed udita da un essere umano, come nel caso dell'Annunciazione.
Tali considerazioni rimangono limitate all'applicazione della psicologia allo studio della religione e non possono avere implicazioni teologiche.

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